Influenza aviaria AI nell’animale

L’influenza aviaria, chiamata anche peste aviaria, è diffusa in molte regioni del mondo. I detentori di pollame devono stare all’erta e prestare attenzione a sintomi sospetti.

Situazione in Svizzera

HPAI DFIE

Aree e zone interessate

  • Rosso: zona di protezione
  • Arancione: zona di sorveglianza
  • Blu: zona intermedia
  • Rosa: zona di osservazione = tutta la Svizzera
  • Viola: zone di controllo

 

Che cos'è l'influenza aviaria?

L’influenza aviaria è causata dal virus dell’influenza A dei sottotipi H5 e H7. Si distingue tra influenza aviaria ad alta patogenicità e a bassa patogenicità. In seguito a mutazioni, i virus a bassa patogenicità (low pathogenic avian influenza, LPAI) possono trasformarsi in virus ad alta patogenicità (highly pathogenic avian influenza, HPAI). Essendo una zoonosi, l’HPAI può colpire l’animale e l’uomo. Anche i suini possono contrarre questo virus.

La malattia colpisce tutte le specie di uccelli, in particolare polli e tacchini. Nei volatili da reddito l’infezione da HPAI si manifesta spesso con sintomi evidenti. Gli uccelli acquatici, come le anatre e le oche, contraggono raramente la malattia e in forma più lieve, ma possono diffondere l’agente patogeno. Di norma la LPAI presenta sintomi più lievi e meno specifici.

La malattia nell’animale

Il pollame affetto dall’influenza aviaria ad alta patogenicità manifesta difficoltà di respirazione. Nei polli la malattia causa un calo della produzione di uova e un’elevata mortalità. I gusci delle uova sono più sottili o del tutto assenti. Inoltre si osservano tumefazioni nella regione della testa e un atteggiamento letargico. In genere gli uccelli acquatici non presentano sintomi.

Analisi di esclusione

Quale misura di prevenzione, in presenza di problemi non chiari nell’effettivo con sintomatologia simile all’influenza aviaria ma senza sospetto urgente, previa consultazione del Centro di riferimento nazionale per le malattie dei volatili (NRGK) i veterinari o il servizio patologie possono effettuare un prelievo di campioni al fine di escludere un’infezione da tale virus. In tal caso non devono essere presi provvedimenti di polizia epizootica ai sensi dell’art. 84 dell’ordinanza sulle epizoozie.

Contagio e diffusione

Il contagio del virus dell’influenza A avviene attraverso le vie respiratorie, mediante l’inalazione di goccioline contaminate di provenienza nasale, orale o oculare. La trasmissione può verificarsi anche tramite l’inalazione di polvere contaminata, entrata in contatto con escrementi contenenti l’agente patogeno. Gli animali giovani sono i più ricettivi alla peste aviaria.

La malattia è diffusa in tutto il mondo e in Europa si registra periodicamente. Poiché di norma la LPAI ha un decorso asintomatico e può mutare in HPAI, dal 2006 viene sorvegliata attivamente in Svizzera. Per i risultati consultare il Rapporto sulla sorveglianza della salute animale e delle zoonosi sotto «Ulteriori informazioni».

Cosa fare?

L’influenza aviaria è un’epizoozia altamente contagiosa e quindi soggetta all’obbligo di notifica. Quando si manifesta nella sua forma grave e di regola letale (HPAI), occorre adottare immediatamente misure di lotta rigorose. Tra queste figurano l’abbattimento degli animali nelle aziende avicole infette e l’istituzione di zone di protezione e di sorveglianza al fine di evitare un’ulteriore diffusione della malattia. Informazioni importanti per i detentori di animali in caso di rischio elevato o di epizoozia sono disponibili sotto «Ulteriori informazioni» - «In caso di epizoozia».

Obbligo di registrazione
Tutti gli allevamenti di pollame, compresi gli allevamenti di piccole dimensioni e quelli a titolo amatoriale, devono essere registrati presso le autorità veterinarie cantonali. L’obbligo di registrazione è in vigore dal 1° gennaio 2010 ed è indipendente dalla situazione epizootica. Esso consente alle autorità di informare rapidamente i detentori in caso di evento e di attuare in modo mirato le misure necessarie. Ulteriori informazioni: Registrazione degli allevamenti di pollame

Misure di protezione e di biosicurezza raccomandate
Indipendentemente dalle misure specifiche applicabili in caso di focolaio, in tutta la Svizzera vigono raccomandazioni generali per ridurre il rischio di introduzione e diffusione dell’influenza aviaria. Nelle regioni ufficialmente designate come zone soggette a restrizioni in seguito a focolai, possono essere applicate misure obbligatorie supplementari; queste vengono comunicate separatamente dall’USAV e dalle autorità competenti.

Quando la situazione lo richiede e il livello di minaccia aumenta, l’USAV invita tutti gli avicoltoriad applicare rigorosamente le misure di protezione e di biosicurezza. In questo modo è possibile ridurre il rischio di introduzione e di diffusione della malattia. Informazioni dettagliate sono disponibili sotto «Ulteriori informazioni» nonché nelle sezioni «Maggiori dettagli» e «In caso di epizoozia».

Misure obbligatorie a seconda della situazione epidemiologica
A seconda dell’evoluzione della situazione epizootica, possono essere introdotte diverse misure obbligatorie. Tali misure vengono comunicate dall’USAV e dai Cantoni interessati in base alla situazione specifica.

Misure di protezione nel commercio con l’UE

Per prevenire l’introduzione dell’epizoozia, le normative vigenti relative al commercio con i Paesi vicini e con l’UE in generale devono essere continuamente adeguate in base alla situazione epidemiologica. Le misure di protezione nel commercio con l’UE sono pubblicate sul sito internet dell’USAV.
 

 

Non toccare gli uccelli selvatici trovati morti

Le persone sono invitate a non toccare gli uccelli selvatici morti o malati. Gli uccelli rinvenuti devono essere segnalati al guardiacaccia, alla polizia o al servizio veterinario cantonale, che si occuperanno di recuperare il corpo e, se necessario, di farlo analizzare. Il monitoraggio degli uccelli selvatici consente di individuare rapidamente un’eventuale circolazione del virus in Svizzera e, se del caso, di adeguare le misure.

La malattia nell’essere umano

Le persone che vivono in stretto contatto con i volatili affetti, come accade in molte regioni dell’Asia e in Africa settentrionale, possono contrarre il virus dell’influenza aviaria. I primi sintomi appaiono in genere da 2 a 14 giorni dopo il contagio e si manifestano con gravi disturbi di tipo influenzale. Per maggiori dettagli consultare il sito dell’UFSP.

Ulteriori informazioni

Maggiori dettagli



Ultima modifica 16.12.2025

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