Influenza aviaria (AI) nell’animale

L’influenza aviaria, chiamata anche peste aviaria, è diffusa in molte regioni del mondo. I detentori di pollame devono stare all’erta e prestare attenzione a sintomi sospetti.

Attualità

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In Belgio l’infezione da LPAI H3N1 continua a diffondersi nel pollame domestico.

 
 
 
 
 
 
 

L’influenza aviaria è causata dal virus dell’influenza A dei sottotipi H5 e H7. Si distingue tra influenza aviaria ad alta patogenicità e a bassa patogenicità. In seguito a mutazioni, i virus a bassa patogenicità (low pathogenic avian influenza, LPAI) possono trasformarsi in virus ad alta patogenicità (highly pathogenic avian influenza, HPAI). Essendo una zoonosi, l’HPAI può colpire l’animale e l’uomo. Anche i suini possono contrarre questo virus.

La malattia colpisce tutte le specie di uccelli, in particolare polli e tacchini. Nei volatili da reddito l’infezione da HPAI si manifesta spesso con sintomi evidenti. Gli uccelli acquatici, come le anatre e le oche, contraggono raramente la malattia e in forma più lieve, ma possono diffondere l’agente patogeno. Di norma la LPAI presenta sintomi più lievi e meno specifici.

La malattia nell’animale

Il pollame affetto dall’influenza aviaria ad alta patogenicità manifesta difficoltà di respirazione. Nei polli la malattia causa un calo della produzione di uova e un’elevata mortalità. I gusci delle uova sono più sottili o del tutto assenti. Inoltre si osservano tumefazioni nella regione della testa e un atteggiamento letargico. In genere gli uccelli acquatici non presentano sintomi.

Analisi di esclusione

Quale misura di prevenzione, in presenza di problemi non chiari nell’effettivo con sintomatologia simile all’influenza aviaria ma senza sospetto urgente, previa consultazione del Centro di riferimento nazionale per le malattie dei volatili (NRGK) i veterinari o il servizio patologie possono effettuare un prelievo di campioni al fine di escludere un’infezione da tale virus. In tal caso non devono essere presi provvedimenti di polizia epizootica ai sensi dell’art. 84 dell’ordinanza sulle epizoozie.

Contagio e diffusione

Il contagio del virus dell’influenza A avviene attraverso le vie respiratorie, mediante l’inalazione di goccioline contaminate di provenienza nasale, orale o oculare. La trasmissione può verificarsi anche tramite l’inalazione di polvere contaminata, entrata in contatto con escrementi contenenti l’agente patogeno. Gli animali giovani sono i più ricettivi alla peste aviaria.

La malattia è diffusa in tutto il mondo e in Europa si registra periodicamente. In Svizzera dal 1930 non sono più stati rilevati casi di HPAI nei volatili da reddito. Poiché di norma la LPAI ha un decorso asintomatico e può mutare in HPAI, dal 2006 viene sorvegliata attivamente in Svizzera. Per i risultati consultare il Rapporto sulla sorveglianza della salute animale e delle zoonosi sotto «Ulteriori informazioni».

Misure

  • Nelle aziende avicole devono essere osservate rigorosamente le misure igieniche (ad es. stazioni igienizzanti).
     

Per prevenire la diffusione di questa epizoozia in Svizzera, la Confederazione (l’USAV) vieta, mediante decreti d’urgenza, l’importazione di pollame e derivati da Paesi in cui è presente l’HPAI. La Confederazione può disporre anche una restrizione temporanea alla detenzione all’aperto del pollame.

Poiché l’influenza aviaria è un’epizoozia altamente contagiosa, è sottoposta all’obbligo di notifica. In caso di sospetto o comparsa dell’HPAI, è necessario adottare rigide misure di lotta, che consistono nell’abbattimento di tutti i capi degli allevamenti colpiti e nella definizione di zone di protezione e sorveglianza. Sotto «Ulteriori informazioni > In caso di epizoozia») vengono fornite informazioni importanti per i detentori in caso di rischio elevato o di epizoozia.

Dal 1° gennaio 2010 è prevista la Registrazione degli allevamenti di pollame. Questo obbligo si applica anche all’avicoltura amatoriale.

La malattia nell’essere umano

Le persone che vivono in stretto contatto con i volatili affetti, come accade in molte regioni dell’Asia e in Africa settentrionale, possono contrarre il virus dell’influenza aviaria. I primi sintomi appaiono in genere da 2 a 14 giorni dopo il contagio e si manifestano con gravi disturbi di tipo influenzale. Per maggiori dettagli consultare il sito dell’UFSP.  

Ulteriori informazioni

Ultima modifica 16.07.2019

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