Rinotracheite infettiva dei bovini (IBR) / vulvovaginite pustolosa infettiva (IPV)

La rinotracheite infettiva dei bovini (IBR) e la vulvovaginite pustolosa infettiva (IPV) sono due forme di una malattia infettiva virale dei bovini che non costituisce un pericolo per l’essere umano.  

Kuhe Alp Berge

Attualità

Accertamenti dell’epizoozia bovina IBR nel Cantone dei Grigioni

Nell’ambito del programma di sorveglianza degli aborti bovini, in dicembre 2020 è stato rilevato un caso di IBR in un bovino nel Canton Grigioni. L’animale è stato abbattuto e l’azienda in questione posta sotto sequestro. Sono in corso ulteriori analisi.

Le autorità cantonali, l’USAV e il laboratorio nazionale di riferimento della facoltà Vetsuisse di Zurigo collaborano a stretto contatto e informano sugli sviluppi in corso. Tutte le aziende con animali che sono entrati incontatto con l’animale interessato sono state poste sotto sequestro in via preventiva. L’IBR è incurabile per animali, ma inoffensiva per l’uomo.

(23.12.2020)

La malattia colpisce specialmente i bovini, ma anche i caprini, gli ovini, i suini e diverse specie selvatiche di artiodattili. Sono note due diverse forme:

  • rinotracheite infettiva dei bovini (IBR): i sintomi tipici sono febbre elevata e improvvisa, aumento della frequenza respiratoria, secrezioni nasali, tosse e arrossamento del musello. Nelle vacche adulte si verificano aborti e un calo della produzione di latte. Nei vitelli si osservano tremito muscolare, disturbi locomotori, immobilità e a volte cecità.

  • vulvovaginite pustolosa infettiva (IPV): le tipicità di questa malattia venerea relativamente innocua sono mucose genitali arrossate e coperte da vescicole. Gli animali tendono a urinare spesso e ad assumere una postura anormale della coda.

Contagio e diffusione

L’agente patogeno è un virus del genere Varicellovirus, che si trasmette per contatto diretto tra animali (soprattutto nelle aziende da ingrasso) oppure per via aerea (contagio mediante inalazione di goccioline). Esso è presente nelle secrezioni nasali e oculari, nello sperma dei tori infetti nonché, in caso di aborti, nel liquido amniotico e nella placenta. La malattia è trasmissibile anche per via indiretta, ad esempio tramite mangiatoie e apparecchiature. Anche gli animali asintomatici possono espellere il virus per tutta la vita.

L’agente patogeno è diffuso a livello mondiale. L’IBR / IPV è comparsa in Svizzera per la prima volta in modo massiccio nel 1977. Nel 1983 è stato avviato un programma di eradicazione, che dopo 10 anni si è concluso con successo.

La Svizzera, l’Austria, i Paesi scandinavi e alcune regioni di altri Paesi dell’UE sono riconosciuti ufficialmente indenni dalla malattia. Nel nostro Paese ciò viene regolarmente documentato attraverso analisi a campione degli effettivi di bovini.

Cosa fare?

  • Prestare attenzione a non introdurre la malattia in un effettivo tramite l’acquisto di animali o sperma infetti.
     

Esistono vaccini contro la malattia, che non sono però autorizzati in Svizzera.

La rinotracheite infettiva dei bovini (IBR) / vulvovaginite pustolosa infettiva (IPV) è una malattia da eradicare e quindi soggetta a notifica. Chi detiene o accudisce animali deve notificare i casi sospetti al veterinario dell’effettivo.  

Ulteriori informazioni

Ultima modifica 23.12.2020

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