Anemia infettiva degli equini (AIE)

L’anemia infettiva degli equini (AIE) è una malattia virale degli equini, notificata in Svizzera per l’ultima volta in luglio 2017. Non costituisce un pericolo per l’essere umano.

L’anemia infettiva degli equini (AIE) è una malattia virale degli equini che presenta sintomi diversi a seconda della forma in cui si manifesta.

Sono tipici della forma grave e acuta febbre alta a più riprese o variabile, evidente debolezza muscolare, disturbi della coordinazione, tremore e mucosa orale di colore giallastro o rossastro. Occasionalmente si verificano casi di morte improvvisa.

I sintomi tipici della forma cronica sono invece dimagrimento, stanchezza e calo della produttività, oltre ad attacchi di febbre dopo una prestazione fisica. Gli animali restano portatori del virus anche se non vi sono sintomi visibili.

Contagio e diffusione

L’agente patogeno è un virus del genere Lentivirus che viene trasmesso principalmente tramite la puntura di insetti (zanzare, mosche, tafani) o per lungo e stretto contatto diretto tra animali. Tutte le secrezioni degli animali malati sono contagiose, anche lo sperma degli stalloni infetti. Gli animali contagiati possono espellere l’agente patogeno per tutta la vita. La trasmissione nel corpo della giumente ai puledri non ancora nati è possibile ma rara, così come la trasmissione attraverso il latte.

L’agente patogeno è diffuso a livello mondiale. In Romania l’AIE è endemica e nuovi casi vengono notificati sporadicamente. Si riscontrano ripetuti casi anche in Italia e Francia. In Svizzera la malattia si è manifestata per la prima volta dal 1991 nel giugno del 2017. Per avere un quadro della malattia nel nostro Paese consultare la Banca dati sulla situazione epizootica in Svizzera.

In Svizzera vigono rigide misure nazionali di lotta contro l’AIE. Dal 1° ottobre 2010 è quindi vietato importare cavalli dalla Romania (si veda «Ulteriori informazioni > Legislazione»). Va inoltre posta attenzione alle importazioni da altri Paesi europei nei quali vi sono casi ripetuti di AIE. Gli animali provenienti dalle regioni colpite dovrebbero quindi essere sottoposti a test prima dell’importazione.

Cosa fare?

  • Prestare attenzione a non introdurre la malattia in un effettivo attraverso l’acquisto di animali infetti o lo sperma non sottoposto a test.
  • Effettuare test prima di importare animali dalle regioni colpite.
     

Non esistono vaccini contro la malattia.

La AIE è un’epizoozia da eradicare e quindi soggetta a notifica. Chi detiene o accudisce animali deve notificare i casi sospetti al veterinario dell’effettivo.

Ulteriori informazioni

Ultima modifica 05.09.2018

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