Programmi di riconoscimento precoce
Il riconoscimento precoce delle epizoozie è una parte importante della prevenzione. Se grazie a una messa in rete mirata delle informazioni vengono riconosciuti tempestivamente possibili rischi, è possibile agire in maniera lungimirante e limitare i danni.
A causa del cambiamento climatico e dell’intenso traffico di animali, persone e merci in un mondo globalizzato, possono essere introdotti in Svizzera anche agenti patogeni provenienti da Paesi lontani. In tal modo questi agenti patogeni non (più) presenti in Svizzera possono mettere a repentaglio la salute dei nostri animali da reddito, da compagnia e selvatici.
Il compito del riconoscimento precoce è valutare continuamente il rischio di malattie infettive con conseguenze gravi e inoltrare in maniera mirata le informazioni acquisite a chi ha la competenza decisionale. I dati e le informazioni esistenti vengono analizzati e utilizzati in maniera sistematica.
Monitorando i rischi emergenti, si può agire in modo proattivo:
- nel migliore dei casi è possibile evitare l’introduzione di un’epizoozia o minimizzarne il rischio;
- in ogni caso il riconoscimento precoce contribuisce a limitare i danni ed è pertanto un pilastro importante della prevenzione delle epizoozie.
L’attenzione è rivolta in particolare agli animali da reddito, ma vengono monitorate anche le malattie degli animali da compagnia e selvatici.
Programmi
Il piccolo coleottero dell’alveare (Aethina tumida) è un parassita delle api e in Svizzera è considerato un’epizoozia da combattere. Può danneggiare gravemente le colonie di api. Dal 2014 la sua presenza viene riscontrata regolarmente in Calabria, dove presumibilmente non potrà più essere eradicato. Aumenta quindi il rischio che il parassita possa giungere prima o poi in Svizzera.
Per impedirne la diffusione, è fondamentale un riconoscimento precoce. Solo in seguito possono essere avviati provvedimenti efficaci. Proprio per questo, dal 2015 viene condotto il programma di riconoscimento precoce Apinella.

La mappa mostra la distribuzione geografica degli apicoltori sentinella durante la stagione Apinella 2025. Su incarico degli uffici veterinari cantonali, essi controllano due volte al mese i loro apiari mediante le strisce diagnostiche Schäfer per verificare la presenza del piccolo coleottero dell’alveare. Gli apicoltori trasmettono le loro osservazioni all’USAV tramite un’apposita piattaforma di notifica.
Apiservice: utilizzo della striscia diagnostica
Trasmissione dei dati via Internet
Maggiori informazioni sull’epizoozia:
Dal 2001, l’USAV sorveglia l’insorgenza dell’influenza suina nei suini e nell’essere umano in collaborazione con l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l’Istituto di virologia della facoltà Vetsuisse dell’Università di Zurigo e il Servizio sanitario porcino (SSP) della SUISAG. Sono oggetto di particolare attenzione:
- una possibile concentrazione di focolai;
- la comparsa di nuovi virus;
- possibili trasmissioni tra animale ed essere umano.
La sorveglianza è mirata ai suini con sintomi simili a quelli influenzali, come tosse e febbre. Poiché è risaputo che i virus influenzali possono trasmettersi tra l’uomo e i suini, è importante sottoporre a esami le persone presenti in azienda che si sono ammalate nello stesso periodo.
L’esperienza dimostra che, a contatto con i suini, l’essere umano può essere contagiato in casi sporadici. Questi casi confluiscono in forma anonima nella valutazione mensile del rischio sull’influenza a livello di interfaccia uomo-animale pubblicata con cadenza mensile dall’OMS.
Ridurre il rischio di insorgenza di nuove varianti del virus
Con semplici regole di igiene si riduce il rischio di contagio da influenza. In particolare, vanno tenuti presente i seguenti punti:
- concedere l’accesso solo alle persone che si occupano dell’accudimento dei suini;
- prima di entrare e uscire dalle stalle, lavare le mani e le braccia con il sapone;
- indossare stivali e abbigliamento protettivo utilizzati esclusivamente nelle stalle;
- posizionare una stazione igienizzante per delineare in maniera chiara il passaggio nella stalla.
Per ridurre il rischio di contagio, è inoltre opportuno che i detentori di animali si sottopongano alla vaccinazione annuale contro l’influenza, ad es. in occasione della giornata nazionale della vaccinazione all’inizio di novembre.
Ridurre il rischio di insorgenza di nuove varianti del virus
Se i suini o le persone presenti in azienda manifestano sintomi acuti simili a quelli influenzali, è importante procedere come segue:
- La tosse o altri sintomi simil-influenzali nei suini devono essere notificati immediatamente al SSP (telefonando alla segreteria della SUISAG al numero 041 462 65 50) e al veterinario dell’effettivo.
- Le persone che hanno avuto contatti ravvicinati con suini malati e presentano sintomi acuti possono eseguire un prelievo autonomo con un tampone nasale. Il prelievo autonomo è gratuito per i detentori di suini e non sostituisce la visita del medico.
- Evitare il contatto con i propri suini e con altre persone che si occupano del loro accudimento.
- Entrare nella stalla solo indossando una mascherina igienica.
- Trasportare i suini con tosse in altre aziende o al macello almeno sette giorni dopo il mitigarsi dei sintomi.
Pubblicazioni
Sorveglianza dell’influenza nei suini e nell’uomo – Rapporto annuale 2025 (in tedesco)
PDF1.05 MB26 giugno 2026
Informazioni utili sull’influenza (in tedesco)
PDF210.13 kB26 giugno 2026
Lettera informativa ai suinicoltori concernente la sorveglianza dell’influenza negli animali e nell’uomo (in francese)
PDF283.54 kB26 giugno 2026
Richiesta di analisi di tamponi nasali per suini (in tedesco e francese)
PDF283.00 kB26 giugno 2026
Richiesta di analisi di tamponi nasali per l'uomo (in tedesco e francese)
PDF230.11 kB26 giugno 2026
Articolo Suisseporcs – L’importanza di segnalare casi di influenza presso un allevamento suinicolo (in tedesco e francese)
PDF171.65 kB21 febbraio 2026
Articolo Suisseporcs – La stagione invernale è la stagione dell’influenza: in presenza di tosse, fate eseguire ricerche gratuite sull’influenza e aiutate a prevenirla (in tedesco e francese)
PDF118.94 kB21 febbraio 2026
Articolo Suisseporcs – I test per prevenire l’influenza (in tedesco e francese)
PDF788.18 kB21 febbraio 2026
Dal 2013 LyMON è il programma di riconoscimento precoce della tubercolosi bovina. Permette ai veterinari ufficiali di effettuare, in assenza di un sospetto concreto di epizoozia, accertamenti mediante analisi di laboratorio su linfonodi privi di segni clinici ma presentanti alterazioni. In questo modo è possibile riconoscere la malattia anche nei primi stadi.
Non sussistono limitazioni per le aziende di provenienza, il commercio o il macello: le carcasse da cui sono stati prelevati campioni possono essere trasformate normalmente, salvo in presenza di altri motivi contrari. Solo se il laboratorio conferma la tubercolosi o un’altra epizoozia, vengono introdotte in modo mirato le dovute misure.
LyMON integra i provvedimenti di sorveglianza e di lotta previsti dalla legislazione sulle epizoozie e sulle derrate alimentari. La Confederazione si assume i costi delle analisi. I dati rilevati vengono trattati in modo confidenziale, analizzati in forma anonima e confluiscono nella valutazione della salute animale.
Informazioni tecniche per i veterinari ufficiali
LyMON viene svolto in collaborazione con il Servizio veterinario svizzero e il laboratorio nazionale di riferimento per la tubercolosi bovina dell’Istituto di batteriologia della facoltà Vetsuisse di Zurigo (IVB).
Qualora non fosse chiaro se un linfonodo alterato sia da considerarsi come caso sospetto o vada inviato nell’ambito di LyMON, è possibile richiedere in via preliminare una consulenza all’IVB o al veterinario cantonale.
Università di Zurigo: servizi di batteriologia veterinaria (IVB)
Informazioni sulla procedura di accertamento di linfonodi e organi alterati nel macello
PDF749.93 kB21 febbraio 2026
Lista di controllo – Procedura nel monitoraggio di linfonodi (LyMON) e in caso di sospetto di tubercolosi bovina nei macelli (in francese)
PDF207.75 kB26 giugno 2026
Domanda di analisi LyMON e casi sospetti di TB nei macelli (in tedesco e francese)
PDF469.00 kB26 giugno 2026
Guida per il set di campioni (in tedesco e francese)
PDF468.82 kB26 giugno 2026
Promemoria per i veterinari ufficiali relativo al monitoraggio dei linfonodi LyMON (in francese)
PDF230.91 kB21 febbraio 2026
Pubblicazioni
Manuale della tubercolosi bovina - Forme di tubercolosi bovina nell’ambito del controllo delle carni
L’obiettivo della piattaforma Equinella è quello di monitorare le notifiche provenienti dagli studi veterinari riguardo a malattie infettive nei cavalli non disciplinate nell’ordinanza sulle epizoozie, favorendo il riconoscimento precoce di possibili focolai o nuove malattie equine. Una valutazione tempestiva delle notifiche permette di riconoscere più velocemente malattie infettive e introdurre misure adeguate per la protezione della popolazione equina.
Si tratta di un aspetto particolarmente importante, in quanto la detenzione di equini in Svizzera è in crescita e molti detentori intrattengono contatti stretti con l’estero per la partecipazione a manifestazioni sportive o l’acquisto di animali, sperma o embrioni. Aumenta così il rischio di introduzione di malattie nella Confederazione. Per una prevenzione efficace è quindi necessario che i detentori e i veterinari osservino accuratamente gli animali e che si disponga di un sistema di notifica centrale come Equinella.
Pubblicazioni
La peste suina africana (PSA) continua a diffondersi in Europa. La Svizzera è attualmente indenne dall’epizoozia. Per riconoscere tempestivamente un’eventuale introduzione della malattia e impedirne la diffusione, dal 2018 vengono sottoposti a esame in tutta la Svizzera i cinghiali morti, malati o infortunati.
Analisi PSA 2025
Il rapporto annuale contiene i risultati delle analisi svolte nello scorso anno venatorio. Finora, tutti i cinghiali esaminati sono risultati negativi alla malattia.
Panoramica dei cinghiali esaminati trovati morti, abbattuti per malattia o infortunati:

Distribuzione geografica dei luoghi di ritrovamento di cinghiali i cui campioni sono stati inviati per le analisi della PSA nel periodo compreso tra il dal 1° gennaio 2026 al 30 giugno 2026. Numero di ritrovamenti di cinghiali esaminati per Cantone 2026
Numero di ritrovamenti di cinghiali esaminati dal 1° gennaio 2025 al 31 maggio 2026 per Cantone.

Numero di ritrovamenti di cinghiale sottoposti ad analisi dal 1° gennaio 2026 al 30 giugno 2026 per Cantone. Contributo dei cacciatori e guardiacaccia
L’USAV ha elaborato, in collaborazione con l’UFAM e altri specialisti, un programma nazionale di riconoscimento precoce, al quale i cacciatori e i guardiacaccia forniscono un contributo fondamentale.
Nel corso dell’anno devono essere esaminati i seguenti animali:
- cinghiali trovati morti;
- cinghiali abbattuti a seguito di sintomi aspecifici;
- cinghiali feriti accidentalmente.
Va prestata maggiore attenzione ai cinghiali morti o malati, i quali devono essere tutti sottoposti a un esame della PSA.
Procedura per la raccolta di campioni
Per il prelievo di campioni esistono tre opzioni:
- convocare il veterinario ufficiale;
- trasportare la carcassa a un istituto di analisi designato dall’ufficio veterinario cantonale;
- effettuare personalmente un prelievo tramite tampone alla milza o al sangue con il kit fornito dall’USAV.
L’ufficio veterinario cantonale disciplina l’organizzazione del prelievo di campioni e la distribuzione dei kit. I costi dei kit e della diagnostica sono a carico dell’USAV.
Il kit per il prelievo di campioni contiene:
- istruzioni per il prelievo di campioni
- scheda dell’animale
- sacchetto di plastica con un paio di guanti
- tampone numerato
- busta in cartone UN3373 preaffrancata e provvista di indirizzo
Se possibile, le carcasse dei cinghiali vanno smaltite in un centro di raccolta.
Informazioni tecniche
Informazioni sul programma nazionale di riconoscimento precoce della peste suina africana nei cinghiali
PDF363.81 kB21 febbraio 2026
Istruzioni: Campionatura di tamponi alla milza o al sangue nei cinghiali
PDF656.48 kB21 febbraio 2026
Domanda di analisi - Peste suina africana nei cinghiali
PDF238.26 kB26 giugno 2026
Pubblicazioni
Rapporto annuale del programma di riconoscimento precoce della PSA nei cinghiali 2025/26 (in tedesco con riassunto in italiano)
PDF2.38 MB12 maggio 2026
Comunicato per i media specializzati - Peste suina africana: primi risultati per il programma di riconoscimento precoce nei cinghiali
PDF97.06 kB21 febbraio 2026
Locandina di avvertimento sulla peste suina
PDF3.17 MB26 maggio 2026
Promemoria per i cacciatori – Peste suina africana (PSA)
PDF483.58 kB26 giugno 2026
Scheda informativa per i detentori di suini: peste suina africana (PSA)
PDF297.45 kB26 giugno 2026
Scheda informativa per gli allevatori amatoriali di suini: protezione dalla peste suina africana (PSA)
PDF526.19 kB26 giugno 2026
Scheda informativa SUISAG - Protezione contro i cinghiali (in francese)
PDF413.69 kB26 giugno 2026
Opuscolo dell'ASVC - Igiene della carne di selvaggina e alterazioni degli organi negli ungulati
PDF2.58 MB26 giugno 2026
Mappa interattiva delle zone interessate dalla peste suina africana nei Paesi dell’UE
La Svizzera sorveglia la salute della fauna selvatica mediante un programma condotto su vasta scala. Cacciatori e guardiacaccia osservano gli animali selvatici e notificano le anomalie.
Dato che le epizoozie possono trasmettersi tra animali selvatici e animali da reddito, il monitoraggio ha un duplice scopo: riconoscere precocemente le malattie tra la fauna selvatica e proteggere indirettamente gli animali da reddito svizzeri.
L’attenzione è rivolta a diverse specie di animali selvatici, dai mammiferi agli uccelli fino agli anfibi, i quali vengono esaminati in tutta la Svizzera per individuare malattie ed epizoozie.
Un ruolo chiave è svolto dai cacciatori e dai guardiacaccia: se osservano anomalie o sospettano che un animale sia malato, devono rivolgersi a un veterinario ufficiale. Queste notifiche garantiscono il riconoscimento precoce di casi epizootici nella fauna selvatica.
Informazioni tecniche per i cacciatori e i guardiacaccia
Molte alterazioni osservate a occhio nudo sul corpo degli animali non possono essere ricondotte in modo univoco a una malattia. Un accertamento da parte di un laboratorio è quindi fondamentale. Il monitoraggio sanitario della fauna selvatica garantisce che gli animali in cui si evidenziano anomalie siano esaminati e valutati da specialisti del Centro per la medicina dei pesci e degli animali selvatici (FIWI) della Facoltà Vetsuisse dell’Università di Berna.
Se il laboratorio conferma un sospetto di epizoozia, i servizi specializzati informano gli uffici veterinari e dei cacciatori competenti, i quali adottano le dovute misure a seconda della situazione.
Sul sito Internet del FIWI si trovano le indicazioni per l’invio dei campioni e i dati di contatto. Il FIWI fornisce inoltre consulenze tecniche. L’analisi degli animali selvatici che vivono in libertà è gratuita per coloro che inviano i campioni; i costi sono a carico della Confederazione.
Centro per la medicina dei pesci e degli animali selvatici (FIWI)
Programmi specifici per le epizoozie
I dati raccolti documentano l’evoluzione delle malattie nella fauna selvatica, fornendo informazioni su frequenza, diffusione o specie interessate. Se i risultati o la situazione nei Paesi confinanti richiedono ulteriori accertamenti, possono essere avviati programmi di riconoscimento precoce e sorveglianza specifici per le epizoozie.
Il monitoraggio sanitario della fauna selvatica viene svolto in collaborazione con l’USAV, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e il FIWI.
Negli scorsi anni si sono riscontrati in Austria occidentale diversi casi di tubercolosi nei cervi. Per individuare precocemente un’introduzione in Svizzera, da giugno del 2014 viene condotto un programma sulla tubercolosi in un territorio definito della Svizzera orientale e del Principato del Liechtenstein.

Il programma combina due approcci:
- sorveglianza basata sul rischio: durante tutto l’anno vengono esaminati i soggetti rinvenuti morti o provenienti da abbattimenti selettivi di cervi, camosci, stambecchi, caprioli, cinghiali e tassi;
- campionamento di cervi sani: in questo modo è possibile individuare stadi precoci della tubercolosi.
Il programma viene gestito dai Cantoni della Svizzera orientale San Gallo e Grigioni nonché dal Principato del Liechtenstein e sostenuto dall’USAV.
Per saperne di più
Manuale sulla tubercolosi nella fauna selvatica
L’influenza aviaria è una malattia virale acuta altamente contagiosa che colpisce i volatili come tacchini e polli. La presenza dei virus si riscontra regolarmente negli uccelli selvatici; soprattutto quelli acquatici sono considerati una riserva virale. Anche questi ultimi e i rapaci possono ammalarsi e morire.
Per riconoscere il prima possibile un focolaio e proteggere gli allevamenti di pollame, l’USAV analizza gli uccelli acquatici e i rapaci trovati morti. La popolazione è invitata a notificare i ritrovamenti di uccelli acquatici selvatici morti o malati a un guardiacaccia o al servizio veterinario competente, che provvederanno ad avviare le necessarie analisi.
Maggiori informazioni sulle analisi negli uccelli selvatici:
opendata.swiss: Sorveglianza dei volatili selvatici per l’influenza avaria (IA)