Peste suina africana – misure in Svizzera

Berna, 29.03.2018 - La peste suina africana continua a diffondersi in Europa. Non è possibile escludere una sua introduzione nel nostro Paese. Al fine di riconoscere precocemente un possibile contagio dei cinghiali svizzeri e di evitare la diffusione della malattia tra la loro popolazione, è stato elaborato un programma nazionale di riconoscimento precoce. Il 28 marzo 2018 l’Ufficio federale della sicurezza alimentare (USAV) ha presentato a Berna il programma e altre misure alle cerchie interessate.

La peste suina africana (PSA) interessa nel frattempo diversi Paesi UE. Da quando la PSA è stata rilevata per la prima volta nella Repubblica ceca nell’estate del 2017, si è avuta la conferma che il virus ha raggiunto anche l’ovest dell’Europa. La PSA non è una minaccia solo per i cinghiali, ma può essere trasmessa anche ai suini domestici e potrebbe rappresentare un pericolo per tutta la popolazione suina svizzera. La malattia non è invece pericolosa per l’uomo.

Programma nazionale di riconoscimento precoce

Per evitare una diffusione nella popolazione di cinghiali, è importante riconoscere precocemente un possibile contagio dei cinghiali. Per questo motivo l’USAV, insieme all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e altri esperti, ha elaborato un programma nazionale di riconoscimento precoce per la PSA nei cinghiali. Il 28 marzo 2018, in occasione di un evento informativo, l’USAV ha presentato a Berna il programma, che dovrebbe essere avviato nei prossimi giorni, alle cerchie interessate.

La partecipazione dei cacciatori e dei guardiacaccia è di centrale importanza nell’attuazione: essi sono tenuti a notificare all’ufficio veterinario cantonale tutti i cinghiali trovati morti e gli abbattimenti di animali malati e della selvaggina infortunata. Le carcasse dei cinghiali vengono sottoposti all’esame della PSA secondo le istruzioni dell’ufficio veterinario cantonale competente.

Per il riconoscimento precoce dei cinghiali è importante che i detentori di animali riconoscano i segni della malattia, osservino bene i loro animali e in caso di anomalie si rivolgano immediatamente al veterinario.

Prevenzione, un aspetto centrale

Al fine di evitare l’introduzione della PSA in Svizzera, c’è bisogno della partecipazione di tutti.

Attualmente i prodotti a base di carne suina contaminati importati da territori colpiti da PSA rappresentano il pericolo più grande. Pertanto, si sconsiglia di portare con sé provviste per il viaggio (carne e insaccati) dagli Stati membri dell’UE colpiti: Repubblica ceca, Romania, Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. L’importazione di carne e insaccati è completamente vietata nel traffico viaggiatori provenienti da Stati terzi interessati come l’Ucraina, la Moldova, la Russia e la Bielorussia, poiché il contagio può avvenire se i cinghiali mangiano questi resti alimentari gettati via o se questi vengono somministrati illegalmente ai suini domestici.

Lʼesportazione di suini e prodotti da essi derivati proveniente dagli Stati membri dell’UE colpiti da PSA è soggetta a restrizioni. Analogamente, in Svizzera si applica l’ordinanza dell’USAV che limita l’importazione di suini e cinghiali e dei loro prodotti.

Ai fini della sensibilizzazione l’USAV ha elaborato diverso materiale informativo sul tema della PSA destinato soprattutto ai cacciatori e ai suinicoltori nonché agli organi doganali e ai posti di confine della Svizzera. Il materiale informativo può essere ordinato o scaricato gratuitamente anche sul sito Internet dell’USAV (www.usav.admin.ch). 

Valutazione costante della situazione

L’USAV segue attentamente la situazione epizootica internazionale e informa regolarmente tramite il «Bollettino Radar», nel quale vengono pubblicate informazioni sulla situazione epizootica all’estero, valutati i pericoli per la Svizzera e apportati aggiornamenti continui sulla situazione della PSA.


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Ufficio federale della sicurezza alimentare e
di veterinaria USAV
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Ufficio federale dell’ambiente UFAM
Reinhard Schnidrig, responsabile della sezione Fauna selvatica e biodiversità forestale
Tel. 58 463 03 07
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