Sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS)
I PFAS rilasciati nell’ambiente possono nuocere alla salute umana. L’USAV ha stabilito valori massimi per le derrate alimentari e l’acqua potabile e collabora con i Cantoni per monitorare la presenza di tali sostanze e ridurre al minimo i rischi.

27 maggio 2026
PFAS: proteggere i consumatori e sostenere la riconversione produttiva delle aziende contaminate
In alcune regioni della Svizzera, l’ambiente è contaminato dai composti chimici PFAS. Se queste sostanze, attraverso l’ambiente, raggiungono gli animali da reddito e quindi la filiera agroalimentare, possono costituire un rischio per la salute dei consumatori. Per minimizzare tale rischio, sono stati stabiliti tenori massimi di PFAS per carne, pesce e uova.
Che cosa sono i PFAS?
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono composti chimici difficilmente degradabili che l’industria produce da decenni. Sono presenti nell’ambiente a livello mondiale e, trovandosi nella catena alimentare e nell’organismo umano, rappresentano un possibile rischio per la salute. Appartengono al gruppo dei PFAS l’acido perfluoroottanoico (PFOA), l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS), l’acido perfluorononanoico (PFNA), l’acido perfluoroesano sulfonico (PFHxS) e migliaia di altre sostanze.
I PFAS sono utilizzati in numerosi processi e prodotti industriali per le loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e antisporco e la loro stabilità chimica e termica. Vengono impiegati, ad esempio, in schiume antincendio, tessuti, prodotti per l’impregnazione, vernici, rivestimenti per la carta, materie plastiche, elettronica, batterie, pompe di calore e scioline.
I composti più studiati sono il PFOS e il PFOA, per decenni considerati indispensabili grazie alla loro elevata stabilità e versatilità. Essendo difficilmente degradabili, sono ancora oggi presenti nell’ambiente, nella catena alimentare e nell’organismo umano nonostante il loro uso sia stato ampiamente vietato.
I PFAS penetrano nell’organismo principalmente attraverso l’alimentazione e possono accumularsi nel corpo umano. Gli effetti negativi sulla salute sono noti per alcuni di essi, mentre per molti altri mancano ancora conoscenze al riguardo.
Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (BfR), i PFAS a cui l’essere umano è principalmente esposto tramite l’alimentazione sono PFOS, PFOA, PFHxS e PFNA, considerati particolarmente critici per la salute. È stata inoltre dimostrata una correlazione tra la presenza di questi PFAS nel sangue e una ridotta concentrazione di anticorpi post-vaccinali nei bambini, con una potenziale diminuzione dell’efficacia delle vaccinazioni.
Elevati livelli di PFAS possono infine avere effetti negativi sul fegato, sui livelli di colesterolo o sul peso alla nascita.
L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato i PFOA come «cancerogeni per l’essere umano» (gruppo 1) e i PFOS come «possibilmente cancerogeni» (gruppo 2B). I PFAS, tuttavia, non sono considerati direttamente genotossici.
Nella fase pilota dello Studio svizzero sulla salute (UFSP) è stata determinata, tramite il biomonitoraggio, l’esposizione di base della popolazione svizzera ai PFAS. In tutti i 700 campioni di sangue analizzati, prelevati da persone adulte provenienti da due Cantoni, è stata riscontrata la presenza di PFOA, PFHxS e PFOS in una concentrazione simile a quella rilevata nel quadro di studi analoghi condotti in Europa e in Canada.
Maggiori informazioni:
Misure
La Confederazione sta affrontando la questione dei PFAS insieme ai Cantoni con l’obiettivo di ridurre al minimo l’assunzione di tali sostanze attraverso l’acqua potabile e gli alimenti. Le misure adottate si basano su principi scientifici e si orientano alle legislazioni di Paesi con requisiti analoghi in materia di protezione della salute. Per determinati PFAS sono stati definiti valori massimi per le derrate alimentari e l’acqua potabile. I consumatori possono ridurre ulteriormente l’assunzione di queste sostanze seguendo un’alimentazione varia e bilanciata.Derrate alimentari
Tenori massimi analoghi a quelli dell’UE di PFOS, PFOA, PFNA, PFHxS, nonché per la loro somma, sono stati stabiliti per uova, carne, pesce, crostacei e molluschi bivalvi. Proseguono inoltre i lavori volti a proteggere la salute dei consumatori, tra cui l’introduzione in Svizzera di ulteriori tenori massimi di PFAS, ad esempio per il latte. Il coordinamento con l’UE semplifica gli scambi commerciali e garantisce un livello di protezione uniforme.
Acqua potabile
I valori massimi attualmente in vigore sono i seguenti:
- PFOS: 0,3 µg/l
- PFHx : 0,3 µg/l
- PFOA: 0,5 µg/l
Dal 2021, nell’UE è in vigore un valore massimo di 0,1 microgrammi per litro per la somma di 20 PFAS. Sulla base di questa direttiva e delle discussioni politiche in corso nel nostro Paese, l’USAV sta esaminando i valori massimi e, se necessario, li adeguerà.
Controlli da parte di aziende alimentari e Cantoni
Le derrate alimentari possono essere immesse nel mercato esclusivamente se rispettano i tenori massimi di PFAS. Le aziende sono tenute a controllare autonomamente i propri prodotti. Inoltre, le autorità cantonali effettuano controlli basati sui rischi nelle aziende alimentari e sui prodotti presenti sul mercato. Le derrate alimentari non conformi devono essere ritirate dalla vendita.
Domande frequenti e risposte
Le domande più frequenti sui PFAS riguardano la loro presenza, i possibili rischi per la salute e la protezione della popolazione. Le risposte riportate di seguito riassumono le conoscenze attuali in materia.
Un’analisi del 2025 mostra che le derrate alimentari di origine animale presenti sul mercato svizzero rispettano ampiamente i valori massimi di PFAS. Lo 0,8 per cento dei campioni è risultato non conforme. I risultati non suggeriscono un superamento dei valori massimi di PFAS a livello nazionale. La presenza di PFAS è stata tuttavia rilevata in tutte le categorie di alimenti ed è possibile che a livello locale siano in circolazione prodotti non conformi. Le aziende alimentari devono pertanto continuare a rispettare scrupolosamente l’obbligo del controllo autonomo e le autorità cantonali di esecuzione a eseguire controlli ufficiali basati sui rischi.
Secondo le attuali conoscenze scientifiche, l’acqua potabile svizzera può essere consumata senza esitazione. I fornitori di acqua devono rispettare i requisiti in vigore. Da una campagna condotta dall’Associazione dei chimici cantonali svizzeri nel 2023 su tutto il territorio nazionale è emerso che oltre la metà dei campioni analizzati non presentava tracce di PFAS. Nei campioni restanti è stata rilevata la presenza di PFAS, ma mai superiore ai valori massimi vigenti nel nostro Paese. Soltanto cinque campioni superavano i valori europei, che la Svizzera prevede di adottare nel 2026. Nel 99 per cento dei campioni sono state inoltre trovate tracce di acido trifluoroacetico (TFA), una sostanza che appartiene alla categoria dei PFAS e i cui rischi per la salute vengono attualmente studiati dall’EFSA. L’USAV monitora la situazione ed è in contatto con l’UE qualora fosse necessario applicare nuove regolamentazioni.
La categoria dei PFAS include migliaia di sostanze. Alcune di esse, come i PFOA e i PFOS, sono state ampiamente studiate e sono associate a disturbi del sistema immunitario. Per molte altre mancano invece dati affidabili. In generale, il corpo umano elimina lentamente i composti a catena lunga come PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS che vanno ad accumularsi nell’organismo e sono considerati particolarmente critici.
Alcuni PFAS (PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS) sono noti per ridurre l’efficacia delle vaccinazioni quando si accumulano nell’organismo e possono avere effetti negativi sul fegato, sui livelli di colesterolo o sul peso alla nascita. Alcune sostanze vengono associate anche a un aumento del rischio di cancro ai reni o ai testicoli. Per molti altri PFAS non sono disponibili dati sufficienti ed è necessario condurre ulteriori ricerche.
Non è possibile evitare totalmente l’assunzione di PFAS, in quanto queste sostanze sono largamente diffuse e permangono nell’ambiente molto a lungo. I tenori massimi fissati per determinati alimenti servono a limitarne l’assunzione. I consumatori possono ridurre ulteriormente la loro esposizione ai PFAS seguendo un’alimentazione varia e bilanciata. La varietà degli alimenti riduce infatti il rischio di ingerire sostanze nocive in elevate quantità da una singola fonte.
L’allegato 8a dell’ordinanza sui contaminanti (OCont) stabilisce tenori massimi per i PFAS, corrispondenti ai valori fissati dal regolamento (UE) 2022/2388. Questi si applicano a uova, determinate specie ittiche, carne, crostacei e molluschi bivalvi e riguardano i PFAS che l’EFSA ha classificato come prioritari:
- acido perfluoroottansulfonico (PFOS)
- acido perfluoroottanoico (PFOA)
- acido perfluorononanoico (PFNA)
- acido perfluoroesano sulfonico (PFHxS)
- e per la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS
Per l’acqua potabile si applicano attualmente i valori massimi seguenti (allegato 2 OPPD)
- PFOS: 0,3 µg/l
- PFHxS: 0,3 µg/l
- PFOA: 0,5 µg/l
Dal 2021, nell’UE è in vigore un valore massimo di 0,1 microgrammi per litro per la somma di 20 PFAS. Sulla base di questa direttiva e delle discussioni politiche in corso nel nostro Paese, l’USAV sta esaminando i valori massimi e, se necessario, li adeguerà.
La Confederazione ha adottato misure per ridurre al minimo l’assunzione di PFAS attraverso l’acqua potabile e le derrate alimentari. Dall’inizio del 2024 tenori massimi per i principali PFAS sono in vigore per uova, carne, pesce, crostacei e molluschi bivalvi. Le aziende alimentari devono controllare i propri prodotti e garantire che soddisfino i requisiti di legge. Le autorità cantonali effettuano inoltre controlli basati sui rischi. Le derrate alimentari non conformi devono essere ritirate dalla vendita. Ulteriori tenori massimi, ad esempio per il latte, sono in elaborazione, mentre i valori massimi per l’acqua potabile vengono attualmente rivisti.
Le derrate alimentari possono essere immesse nel mercato esclusivamente se rispettano i tenori massimi di PFAS, che devono essere controllati e documentati dalle aziende. Le autorità cantonali di esecuzione effettuano inoltre controlli nelle aziende, nonché controlli dei prodotti basati sui rischi. I prodotti che non soddisfano i requisiti vigenti devono essere ritirati dalla vendita.
Maggiori informazioni
Rapporto «Campagna nazionale sulla presenza di sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) in derrate alimentari di origine animale»
PDF512.39 kB24 marzo 2026
Presentazione del colloquio approfondito per i media 18.2.2025: «PFAS: le azioni in corso per proteggere la salute umana e l'ambiente» (in francese)
PDF2.04 MB24 marzo 2026
UFSP: Pericoli per la salute della sciolina
UFAM: PFAS nelle acque sotterranee
ACCS: Rapporto sulla campagna nazionale relativa ai PFAS nell’acqua potabile (in tedesco)