Acido trifluoroacetico (TFA)
Il TFA è un prodotto di degradazione derivante da diverse fonti, in particolare dai refrigeranti e dai propellenti, dai prodotti fitosanitari o anche dai medicamenti. Attraverso l’ambiente, la sostanza può finire negli alimenti e nell’acqua potabile.
Presenza
Il TFA si forma come prodotto di degradazione delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS). Può finire nell’ambiente attraverso diverse vie di immissione ed è altamente idrosolubile. Per questo motivo è presente in modo capillare nelle acque sotterranee e può essere rilevato anche nell’acqua potabile. La sostanza non è degradabile nell’ambiente.
Per quanto riguarda la sua presenza negli alimenti di origine vegetale, è attualmente in corso un’analisi da parte dell’USAV.
Ulteriori informazioni: Campagna di analisi sui PFAS nell’acqua potabile 2023, Associazione dei chimici cantonali svizzeri (in tedesco)
Rischi per la salute
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha condotto una nuova valutazione nel 2026 sul rischio associato al TFA derivante dall’assunzione tramite alimenti e acqua potabile. Negli esperimenti sugli animali, il TFA ha provocato alterazioni dei livelli degli ormoni tiroidei, in particolare della tiroxina. La tiroxina regola funzioni quali il metabolismo e la temperatura corporea.
Sulla base di questi risultati, l’EFSA ha fissato per la popolazione una dose giornaliera ammissibile di TFA pari a 0,014 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. Questo valore è circa tre volte e mezzo inferiore a quello precedente. È stata inoltre definita una dose acuta di riferimento (ARfD), pari a 0,07 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. L’ARfD indica la quantità massima stimata di una sostanza che può essere assunta nell’arco di una giornata senza un rischio riconoscibile per la salute. Questi valori non sono ancora stati tradotti in valori massimi giuridicamente vincolanti per gli alimenti e l’acqua potabile.
Ulteriori informazioni:
EFSA: Valutazione del rischio relativa al TFA, luglio 2026
Sicurezza alimentare e protezione dei consumatori
I valori massimi per le sostanze nocive negli alimenti devono essere coordinati con i principali partner commerciali della Svizzera, in modo da garantire lo stesso livello di protezione della salute e un commercio di alimenti senza problemi. La Svizzera è in contatto con i suoi partner europei riguardo a una regolamentazione del TFA. Qualora l’UE emanasse valori massimi per gli alimenti o per l’acqua potabile, la Svizzera ne valuterà il recepimento.
I valori massimi per i contaminanti negli alimenti costituiscono una misura di protezione per i consumatori, che si trovano a valle della catena del problema. A lungo termine, occorre concentrarsi sulla riduzione delle sostanze nocive che finiscono nell’ambiente e, di conseguenza, negli alimenti.