Malattia del trotto (scrapie)
La malattia del trotto, denominata anche scrapie (dall’inglese), è una patologia del sistema nervoso di ovini e caprini, incurabile e sempre letale. Appartiene al gruppo delle encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE), ma non è pericolosa per l’essere umano.
La malattia in breve
La malattia del trotto, nota anche come scrapie, è una malattia mortale degli ovini e dei caprini che attacca il sistema nervoso. Appartiene al gruppo delle encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE), che comprende anche l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE).
Maggiori informazioni sulla BSE
La causa sono i prioni, proteine alterate in modo anomalo che provocano una progressiva distruzione delle cellule nervose. Il cervello sviluppa una struttura spugnosa (spongiforme).
La scrapie è nota negli ovini da oltre 250 anni e nei caprini dal 1942. A differenza della BSE, ad oggi non ci sono prove che la malattia possa essere trasmessa all’essere umano.
Sintomi e decorso
La malattia ha un decorso cronico negli ovini e nei caprini e ha sempre esito letale. Il periodo di incubazione, ovvero il tempo che intercorre tra il contagio con il virus e la comparsa dei primi sintomi, può durare diversi anni. I sintomi tipici sono:
- cambiamenti nel comportamento (ad es. ansia, aggressività, sguardo fisso)
- andatura al trotto, debolezza degli arti posteriori (zampe posteriori deboli e difficoltà ad alzarsi)
- cadute improvvise
- forte prurito, movimento delle labbra simile ad un riflesso nervoso
- dimagrimento e calo della produttività.
I sintomi sono simili a quelli di un’infezione da BSE. Una chiara differenziazione è possibile solo attraverso analisi di laboratorio.
Presenza e diffusione
L’agente patogeno entra nell’ambiente prima o durante il parto attraverso il liquido amniotico e la placenta. In questo modo, stalle, pascoli e attrezzature possono essere contaminati. Ciò significa che è possibile il contagio da animale ad animale. La madre può trasmettere la malattia all’agnello o al capretto prima o durante il parto. È possibile anche la trasmissione attraverso il latte o il colostro.