Medicina veterinaria: lieve calo della vendita di antibiotici nel 2018

Berna, 02.07.2019 - La quantità totale di antibiotici venduti per il trattamento di animali in Svizzera continua a diminuire. Tuttavia, la riduzione si delinea in maniera meno netta rispetto agli anni precedenti. Mentre anche nel 2018 nella medicina veterinaria è notevolmente diminuita la vendita di classi di antibiotici critici per la medicina umana, è stato registrato un aumento della vendita di altre classi di antibiotici (ad es. penicilline e tetracicline). Ciò dimostra che vi è un elevato grado di sensibilizzazione per l’impiego appropriato degli antibiotici. Sono queste le principali conclusioni del rapporto annuale sulla vendita di antibiotici in medicina veterinaria.

In Svizzera la vendita di antibiotici da parte delle aziende di distribuzione ai veterinari continua a diminuire. Mentre nel 2009 ne sono stati venduti circa 66 000 kg, nel 2018 la quantità ammontava a soli circa 32 000 kg, il che corrisponde a un calo di oltre il 50 % in 10 anni. Rispetto all’anno scorso il calo ammonta all’1,3 % ed è soprattutto da ricondurre a una riduzione delle vendite di premiscele di medicamenti e antibiotici critici. Invece, la quantità di altri antibiotici somministrati per via orale o nella mammella è aumentata rispetto allo scorso anno.

Un aspetto centrale: l’utilizzo corretto di antibiotici    

La costante diminuzione delle vendite di antibiotici, in particolare delle classi di antibiotici critici, registrata negli scorsi anni riflette l’elevato grado di sensibilizzazione dei veterinari e dei detentori di animali. Ciononostante, sono necessari ulteriori sforzi per ridurne al minimo l’impiego improprio. La quantità totale degli antibiotici venduti ai veterinari non fornisce indicazioni riguardo all’uso concreto degli stessi in medicina veterinaria.

Informazioni più dettagliate in merito all’impiego di antibiotici potranno essere fornite in un secondo momento tramite la banca dati SI AMV, operativa dal 1° gennaio 2019. In base a questi dati, che dovrebbero essere disponibili e valutati dal 2020, sarà possibile individuare problemi specifici, adottare misure mirate e verificarne l’efficacia. L’obiettivo è sempre lo stesso: assicurare l’efficacia degli antibiotici a lungo termine per proteggere la salute di tutti.

Le resistenze nel pollame

Nell’ambito del monitoraggio delle resistenze (analogamente all’Unione europea, UE) si esaminano in modo alternato polli e suini/bovini. Nel 2018 è stata di nuovo la volta degli effettivi svizzeri di polli da ingrasso. Mentre negli anni precedenti si è registrato un costante aumento delle resistenze, nel 2018 si è delineato per la prima volta un calo per antibiotici importanti.

Particolarmente positivo è stato il calo dei cosiddetti produttori di ESBL/pAmpC (E. coli resistenti alle cefalosporine di terza generazione) nei polli, che dal 2016 è passato dal 52,4 % al 30,6 %. Nel 2016 anche nella carne di pollame la presenza di produttori di ESBL/pAmpC è diminuita dal 49,3 % al 34,9 %. Tuttavia, gli isolati di ESBL/pAmpC rilevati presentano una percentuale molto elevata di resistenze ai fluorochinoloni (antibiotici di riserva). 

Dal 2016 anche la prevalenza di MRSA nella carne di pollo è scesa dal 2,9 % all’1,3 %; i MRSA (Staphylococcus aureus meticillino-resistenti) erano rilevabili solo nella carne importata. Nei Campylobacter jejuni/coli (agente patogeno responsabile di diarree nell’uomo causate da derrate alimentari) si è rilevato un calo delle resistenze ai fluorochinoloni e nei C. jejuni alle tetracicline. Gli indicatori E. coli, invece, evidenziano sempre più spesso resistenze ai fluorochinolononi.

La Strategia contro le resistenze agli antibiotici (StAR)

Grazie agli antibiotici, uno dei progressi più importanti della medicina, è possibile curare malattie batteriche che un tempo spesso erano letali. Ciononostante, a seguito del consumo eccessivo e inadeguato di antibiotici, sempre più batteri diventano resistenti a questi medicamenti. Le conseguenze sono drammatiche e colpiscono in egual misura esseri umani, animali, agricoltura e ambiente. Per affrontare in modo coordinato il problema dell’aumento delle resistenze, nel 2015 il Consiglio federale ha approvato la Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR). L’USAV redige ogni anno il cosiddetto «rapporto ARCH-Vet» in cui vengono pubblicati i dati relativi alla vendita di antibiotici.


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